Tutta suo padre!

Coraggio e femminilità di Jolanda, la figlia del Corsaro Nero

di Lodovico Bellè

 “Tutta suo padre!” non c’è miglior sintesi di questa per descrivere Jolanda di Ventimiglia, la figlia del defunto Corsaro Nero (protagonista dei precedenti romanzi salgariani sui filibustieri delle Antille), di cui rispecchia pienamente l’eroicità del carattere e anche alcune peculiarità fisiche; seppur nella grazia della sua affascinante femminilità. Come il defunto genitore, anche l’attraente fanciulla ha coraggio da vendere, determinazione, eleganza, grande magnanimità e nobiltà d’animo. La giovanissima signora di Ventimiglia, nelle sue avventurose peripezie per i mari caraibici, può contare sulla fedeltà e sulla devozione incondizionata dei vecchi compagni d’avventura di suo padre: i temutissimi “Fratelli della costa”;  in particolare di Carmaux, Wan Stiller, Pierre le Picard e soprattutto del leggendario capitano Morgan, il vecchio luogotenente del Corsaro Nero. Con il loro aiuto, la ragazza affronta imprese pericolosissime ed avvincenti – che lasciano il lettore col fiato sospeso dal primo all’ultimo capitolo (arrembaggi, duelli, saccheggi, mari in tempesta, inseguimenti nella giungla tra animali feroci e spietati cannibali) – intrecciate tra loro con ritmo incalzante, in una lotta senza quartiere contro il perfido conte di Medina, governatore di Maracaibo e figlio del duca Wan Guld, precedente reggente della città ed acerrimo nemico del Corsaro Nero: così il titanico scontro tra i due defunti genitori si tramanda alla generazione successiva, in un’epica e drammatica contesa. A differenza di quanto si possa supporre dal titolo – e a differenza di quanto fu per il padre – Jolanda non è la protagonista assoluta e predominante del romanzo (anzi, per molti capitoli non se ne hanno neppure notizie e sono le gesta dei suoi valorosi compagni a catalizzare l’attenzione del lettore); tuttavia la sua figura determina costantemente gli sviluppi della trama e rappresenta il motore principale dell’opera: tutto, infatti, ruota intorno alle rocambolesche imprese dei corsari per salvarla e tenerla lontana dalle grinfie del malefico conte di Medina.

Intervista a Jolanda, la figlia del Corsaro Nero, protagonista dell’omonimo romanzo di Salgari

 di Lodovico Bellè

 Signora Jolanda, lei già dal titolo del libro viene identificata come la figlia del Corsaro Nero e durante tutto lo svolgimento del romanzo non si perde mai occasione per ricordarlo: non si sente un po’schiacciata dalla figura di suo padre?

 Penso che sia una cosa che capita un po’a tutti i “figli d’arte” ma faccio di tutto per esserne all’altezza e, soprattutto, sono molto orgogliosa di essere sua figlia: le rocambolesche imprese del mio defunto padre alla guida degli intrepidi pirati sono ormai leggendarie; così come il suo smisurato coraggio, la sua nobiltà d’animo e la sua indomita fierezza. Lo ammiro molto e, se è vero che un po’ gli assomiglio, ne sono ben lieta!

Non si è, invece, sentita quasi “obbligata” a doverne emulare le gesta per poterne  reggere il confronto, invece che condurre una vita più tranquilla?

 Che idiozie!  Le pericolose avventure che mi sono capitate non le ho dovute affrontare per reggere il confronto con mio padre ma per ottenere ciò che mi spettava di diritto, per una questione di giustizia insomma

Vuole dire che non si è divertita nemmeno un po’ a solcare i mari in tempesta, ad affrontare gli animali feroci e i cannibali  della giungla, sempre con il fiato sospeso tra duelli, arrembaggi e mille pericoli?

 Ma nemmeno per sogno! Sono rischi che avrei evitato ben volentieri;…… poi se gli altri notano che lo spirito d’avventura ce l’ho nel sangue e che me la cavo abbastanza bene nelle situazioni pericolose;…. beh questo è un altro discorso

Altro che “cavarsela bene”! Lei è una vera e propria eroina e sembra che non abbia mai paura di nulla; proprio come…

 …proprio come mio padre, già. Ripeto, il confronto con lui non mi imbarazza affatto, al contrario mi lusinga. Comunque non è vero che non mi spaventa nulla; anzi, la paura davanti al pericolo è un sentimento umano e naturale; il punto sta nel modo di affrontarlo: nelle situazioni critiche, lasciarsi prendere dal panico può essere letale; al contrario bisogna agire con lucidità e determinazione per salvarsi la vita

Saggia oltre che bella;… lei si rende conto del fascino che esercita sugli uomini una ragazza attraente e coraggiosa come lei?

 Anche in questo caso devo ammettere che – probabilmente – lo avrei esercitato comunque, essendo la figlia del Corsaro Nero: la fama di mio padre mi ha preceduta e i suoi fedelissimi compagni d’avventura, essendo molto legati a lui e venerandolo come il più grande “scorridore dei mari”,  avevano già una sorta di devozione nei miei confronti prima ancora di conoscermi

Già, soprattutto uno di loro….

 Sì, soprattutto uno ma, per favore, evitiamo il gossip

E allora parliamo del suo acerrimo nemico, il conte di Medina: a sua volta, anche lui, sembra obbligato ad agire per compiere un destino legato alla propria figura paterna; non pensa che forse sarebbe stato un uomo migliore se non fosse stato incatenato a questo atavico vincolo?

 Probabilmente è così; ed è per questo che, nonostante tutto il male che ha fatto a me ed ai miei amici, non me la sento di condannarlo fino in fondo

Bella, saggia, coraggiosa e dunque anche magnanima?

 Meglio concludere qui questa intervista perché, se arrossisco un altro po’, va a farsi friggere il mio incarnato alabastrino e addio al look gotico… anche quello ereditato da mio padre  (ride, si alza e se ne va)

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