Il piacere di Gabriele D’Annunzio

Alla ricerca del “Piacere” tra simbologia e perdizione

di Lodovico Bellé

Il piacere di Gabriele D’Annunzio è un viaggio introspettivo nelle viscere più profonde delle travolgenti passioni, della sensualità, dei desideri sfrenati e dei turbamenti dell’animo, attraverso le sensazioni, i sentimenti e gli istinti – spesso torbidi e voluttuosi – del suo protagonista: Andrea Sperelli, un giovane aristocratico romano (di origini abruzzesi) completamente immerso nella vita mondana e superficiale della “città eterna” di fine ‘800 (tra fastosi ricevimenti, aste, corse ippiche e sontuose colazioni nei salotti nobiliari della Belle Époque); un raffinato esteta, cultore dell’arte, della musica, della letteratura e della bellezza in generale ma soprattutto di quella femminile. Egli è infatti un inguaribile seduttore, affetto da una  cronica sindrome di dongiovannismo che lo porta continuamente a desiderare, conquistare ed amare una fitta schiera di donne, tra cui svettano le figure delle due principali protagoniste – Elena Muti e Maria Ferres – le quali incarnano due tipologie femminili contrapposte (già a partire dalla simbologia dei loro nomi: Elena di Troia e la Santa Vergine) ma che finiscono per completarsi e per fondersi tra loro nella mente e nelle ossessioni del giovane libertino: la femme fatale e la donna angelo, a cui corrispondono anche due diversi modi di amare – quello carnale e quello sublimato – che lottano ferocemente nell’anima di Andrea; il quale è – a sua volta – un personaggio doppio, contrastato e intimamente tormentato, tanto da precipitare vorticosamente in una cinica spirale di perdizione erotica priva di morale, nella spasmodica ricerca edonistica di un piacere assoluto e primordiale, di cui si fanno compartecipi gli elementi urbanistici e naturali del paesaggio circostante, quelli simbolici (spesso incentrati sulla compenetrazione di amore e morte), l’erudizione dei richiami classici e lo stesso stile aulico con cui le vicende sono narrate.

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Intervista a Roma, la città del “Piacere”

di Lodovico Bellè

Non capita molto spesso che una città venga intervistata; per prima cosa: con che titolo vuole essere chiamata? Signora? Capitale? Sua urbanità?

Semplicemente “Caput Mundi” …. Scherzo, Roma va benissimo.

Va bene, Roma; sarebbero moltissime le domande da farle sull’attualità, ma in questa intervista dobbiamo fare un passo indietro e tornare ai tempi del romanzo “Il piacere” di D’Annunzio; si ricorda del suo protagonista, Andrea Sperelli?

Certo! Me lo ricordo benissimo che si aggirava con fare aristocratico tra le mie vie, sempre elegante, raffinato e spesso accompagnato da bellissime donne; altre volte invece sembrava sconvolto, rapito da inquietanti pensieri, come se fosse un’anima in pena.

E infatti lo era; ma lei non se ne ritiene, nemmeno in parte, responsabile?

In che senso?

Nel senso che, spesso, le sue incantevoli atmosfere (da città eterna, quale lei è) sembravano alimentarne le passioni, le intense emozioni e gli stati d’animo; contribuendo a trascinarlo in quel vortice di sfrenati ardori, inquietudini e turbamenti che tanto lo sconvolgevano.

Beh, che esagerazione! Certo, sono una città piuttosto suggestiva; … ma da qui a dire che io possa essere (seppur in parte) responsabile della “perdizione” di qualcuno ce ne vuole! Al limite, posso essere stata complice delle sue passioni. D’altronde mi sono stufata di sentirmi ripetere: “Roma nun fa’ la stupida stasera, damme ‘na mano a faje di’ de sì” … e io glie l’ho data.

Ah, sì? E mostrando quale dei suoi mille volti?

Sicuramente quello dei miei palazzi nobiliari, della mondanità aristocratica e spensierata che si nutre di fastosi ricevimenti e balli di gala; ma anche quello dell’arte, della cultura più raffinata, dei  meravigliosi tramonti che illuminano le mie architetture con una luce incantata, dei miei giardini, delle mie ville e dei sontuosi monumenti che fanno di me una città unica. Queste sono le cose che Andrea apprezzava maggiormente in me e di cui si innamoravano perdutamente anche le sue tante amanti.

Parliamo di loro, che tipo di donne erano?

Principalmente aristocratiche, ma anche giovani donne del demi-monde; tutte comunque bellissime ed affascinanti. Ovviamente spiccano su tutte Elena Muti e Maria Ferres; la prima era una donna voluttuosa e sensuale, elegante e passionale (la classica femme fatale, seduttrice ed ammaliatrice), la seconda invece era una donna dalla bellezza pura e spirituale, quasi una sublimazione stessa della femminilità.

Quali sono i momenti più significativi che l’hanno vista “complice” (come lei stessa ha precisato) delle loro storie d’amore con Andrea?

Nel caso della relazione con Elena, sicuramente quello straziante del loro commiato a Porta Pia (il famoso 25 marzo del 1885); lì mi sono giocata molto bene le mie carte di città magica, come ben dimostrano le parole usate dallo stesso D’Annunzio per descrivere quell’atmosfera: “la visione del paesaggio nomentano gli si apriva d’innanzi ora in una luce ideale, come uno di quei paesaggi sognati in cui le cose paiono essere visibili da lontano per un irradiamento che si prolunga dalle loro forme” e poco oltre: “i culmini del sentimento fiammeggiarono sotto l’influenza del tramonto tumultuoso”. Niente male vero?

Vero! E nel caso di Maria Ferres?

Certamente quello della loro visita a Villa Medici e, anche qui, ricorro alle parole dello stesso autore per dare l’idea del mio contributo all’accendersi della loro passione: “un giorno erano sul Belvedere della Villa Medici: guardavano ne’ larghi e cupi tetti di busso l’orlo del sole morire a poco a poco e la Villa Borghese ancor nuda sommergersi a poco a poco in un vapore violaceo” e più avanti: “innanzi a sé, ella vedeva il cielo farsi roseo, attraverso il velo del pianto. Era, nel cielo, una pioggia di rose, come quando nella sera d’ottobre il sole moriva”.

Insomma, grandi amori e grandi passioni; ma cosa ne pensa del fatale errore commesso alla fine dal protagonista?

Penso che fosse inevitabile: dai e dai, prima o poi gli doveva scappare!

Scappare che cosa?

Chi leggerà il libro lo scoprirà….

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