Le Operette Morali

La realtà oltre l’illusione nelle Operette Morali di Giacomo Leopardi

di Lodovico Bellè

Nelle Operette Morali, Leopardi dà vita ad un mondo popolato da figure mitologiche, fiabesche e allegoriche per argomentare, con tono ironico e distaccato, le tematiche più complesse che riguardano l’esistenza. Il ricorso all’ironia – oltre che alla forma dialogica o narrativa – non ottiene soltanto l’effetto di renderne più divertente e semplice la comprensione da parte del lettore, ma – paradossalmente – ottiene anche quello di intensificare la profondità dei concetti espressi e l’estrema lucidità con cui l’autore li affronta: le Operette Morali rappresentano, infatti, una fase fondamentale nell’evoluzione del pensiero di Leopardi, che con grande coraggio squarcia il velo delle “dolci” illusioni (con cui gli uomini tendono a consolarsi) per mettere a nudo tutti i limiti e le sofferenze della condizione umana, sbugiardando le certezze antropocentriche, religiose, “positivistiche” e – in generale – tutte le teorie ottimistiche consolidatesi nel corso del tempo e, in particolar modo, tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo. Nonostante l’ilarità e la leggerezza di molte situazioni presentate nel testo (con gnomi e folletti che scherzano sulla vanagloria degli uomini, Ercole e Atlante che giocano a palla con il nostro malconcio pianeta, Bacco che vorrebbe utilizzare la corona delle Muse come insegna per la sua taverna, ecc…) il quadro che emerge da quest’opera è tutt’altro che confortane: la concezione della storia, della vita, della morte, dell’universo – e dell’esistenza in generale – vede chiaramente il genere umano in balia di una natura indifferente alle sue disgrazie e alle sue esigenze, che continua il suo ciclo perpetuo di creazione e distruzione senza nemmeno rendersi conto delle sofferenze che infligge agli uomini (come ammette la prosopopea della natura stessa nel corso del suo celebre dialogo con l’islandese… prima di seppellirlo sotto una coltre di sabbia, o farlo sbranare da due famelici leoni). Tuttavia, prendere atto di questa dura realtà, non si traduce in uno sterile senso di disperazione – come testimonia la scelta stessa dello stile ironico – ma costituisce l’unica arma che abbiamo a disposizione per affrontarla senza chiudere gli occhi o rifugiarci nell’inganno dell’illusione. La principale risorsa – che emerge dal pensiero leopardiano – di cui dispone l’essere umano è la potenza creatrice dell’immaginazione; a patto, però, che non venga mai confusa con la verità.

 Intervista “doppia” ai protagonisti del Dialogo d’Ercole e di Atlante tratto dalle Operette Morali di Leopardi

di Lodovico Bellè

Ma cosa diamine avete combinato?

Ercole: niente

Atlante: niente

Come niente; non vi siete messi a giocare a palla, lanciandovi il mondo?

Ercole: sì, ma non è successo niente di grave;… è vero; mi è caduto ma non si è rotto e non si è fatto male nessuno

Atlante: non ditelo a Giove

Di chi è stata questa brillante idea?

Ercole: che importanza ha di chi è stata?

Atlante: sua

Ercole: (ad Atlante) spia!

Atlante: (ad Ercole) incosciente! Mannaggia a me e a quando ti ho dato retta!

Ma come accidenti vi è venuto in mente?

Ercole: era un esperimento a fin di bene

Atlante: volevamo risvegliare il pianeta perché ci sembrava un po’ addormentato

E l’esperimento è riuscito?

Ercole: a me pare come prima

Atlante: apatico era e apatico è rimasto

A proposito di “apatico”: non vi sembra di aver insultato sin troppo il nostro pianeta (oltre ad averlo usato come palla e fatto cadere)?

Ercole: insultato? No, perché?

Atlante: no, non mi risulta affatto!

Non lo avete paragonato ad una forma di pagnotta, ad un orologio dalle molle rotte, ad una sferuzza con i bernoccoli, ad una palla sgonfia neanche tanto buona per giocarci, ecc…?

Ercole: assolutamente no

Atlante: non ci saremmo mai permessi!

Invece sì ed è stato tutto trascritto nero su bianco

Ercole: quando?

Atlante: da chi ?

Nel febbraio del 1824 da un certo Giacomo Leopardi; se non vi fidate, andatevi a leggere le Operette Morali

Ercole: volentieri

Atlante: e dove ?

Su Bibliothekaedizioni.it; buona lettura….

(…continua su Bibliotheka Edizioni) 

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