Frammenti d’amore

L’intensità delle emozioni nei Frammenti d’amore di Gabriele Ottaviani

 di Lodovico Bellè

Frammenti d’amore, di Gabriele Ottaviani, è una raccolta di racconti drammatici scritti con uno stile scorrevole, avvincente e maturo; in cui la scelta di ogni frase, o di ogni singola parola, non è mai casuale ma è ponderata con abile accuratezza per risultare sempre massimamente efficace dal punto di vista semantico e lessicale. Le vicende narrate colpiscono per la profonda intensità delle emozioni che scaturiscono da ciascun “frammento” e per la forza dirompente con cui esplodono nel crescendo narrativo di ogni racconto. Questo straordinario effetto è riconducibile alla presenza  (e al sapiente uso) di tre elementi peculiari che ne caratterizzano la struttura: l’attenzione per la dimensione quotidiana, la potenza descrittiva dei passaggi che ne determinano gli sviluppi narrativi fondamentali e l’effetto spiazzante delle conclusioni a sorpresa. Queste tre costanti, a prima vista slegate (se non, addirittura, dissonanti), in realtà fanno parte di un unico disegno accuratamente architettato: la cura dell’aspetto intimista, resa tramite la descrizione precisa e dettagliata di elementi apparentemente insignificanti della vita di ogni giorno (come – ad esempio – il rosmarino spalmato sulle patate, il maglione grigio a collo alto, il gelato al limone e cioccolato senza panna, ecc..) appare marginale e trascurabile rispetto alla gravità o all’ importanza degli eventi che  stravolgono le vite dei diversi protagonisti del libro; ma in realtà si rivela come uno strumento fondamentale per far penetrare il lettore  nella loro sfera quotidiana, per farlo immedesimare nelle rispettive vicende personali e coinvolgerlo (per poi sconvolgerlo) emotivamente nella loro dimensione prettamente umana fatta di sofferenza, generosità, tenacia, gioia e – soprattutto – amore.  Quest’ ultimo, come si evince dal titolo stesso della raccolta, domina incontrastato in ogni racconto e trova espressione in tutte le sue varie forme (da quelle più pure e nobili, fino a quelle più patologiche e violente), con una potenza sconvolgente e talvolta lacerante: è il motore che porta avanti gli intrecci narrativi del libro e  – ampliando lo sguardo – costituisce il senso stesso della vita. I finali a sorpresa  (spesso volutamente aperti, sospesi e misteriosi), oltre a costituire un espediente letterario accattivante e di grande effetto, hanno il potere di gettare una luce positiva su ciascuna delle vicende narrate: ben lungi dal rispondere alla semplicistica esigenza consolatoria del banale lieto fine, hanno la funzione di fornire una chiave di lettura molto complessa, in cui la speranza di una “rinascita” può essere conquistata solo attraverso una lotta titanica per superare i momenti più difficili; dai quali – quindi – non può prescindere. È come una sorta di catarsi che deve necessariamente passare attraverso la discesa negli inferi del dolore e dell’angoscia (rappresentati nel testo – ad esempio – dalle oscure viscere di un pozzo, dalla morte della persona amata, dalla cieca crudeltà del destino, ecc…); ed è una rinascita di cui l’autore lascia intravedere solo l’inizio, affidando ai lettori il compito di immaginarne le conseguenze: di intuire le prospettive che si possono aprire scostando la tenda rossa di un bar, rispondendo ad una telefonata ormai insperata o – semplicemente – scoprendo che può esserci una luce oltre il buio, un nuovo inizio dopo la fine.

 

 Frammenti d’amore: un romanzo di Gabriele Ottaviani

(recensione tratta da Bibliotheka edizioni)

Alba, Francesco, Giovanni, Silvia, Astrid, Alberto, Filippo, Teresa, Elena, Vittoria, Patrizio, Emilio, Amina, Semir, Janina, Maria, Valeria, Elda, Vittorio, Michele, Melina, Clelia, Gaetano e Ferdinando.
Le loro vite in cinque racconti. Sentimenti, quotidianità, ricordi e speranze. Frammenti…
Gabriele Ottaviani, classe 1985, ci parla d’amore e lo declina in tutte le sue possibili forme: segnato dall’amarezza del disincanto, spezzato dal dolore di un perdita, interrotto dalla feroce insensatezza della violenza, nostalgico come può essere il lento fluire di un ricordo. Il suo stile, maturo ed incisivo, ricco di sfumature e pennellate,  privo di retorici sentimentalismi,  colpisce il cuore del lettore e riesce ad essere più vero del vero. Queste short stories, semplici e profonde, commoventi e crudeli,  rivelano un talento letterario e una padronanza stilistica e di linguaggio non comuni. E dimostrano, come nel bellissimo racconto “Una semplice storia d’amore”, quanto sia inutile scrivere pagine e pagine per raccontare una liaison: possono bastare 258 frammenti, incastonanti nella memoria, per ricordare chi, nel corso della nostra vita, ha lasciato un segno incancellabile dal nostro cuore.“Il cuore nel pozzo”, lancinante monologo d’amore e morte, presente all’interno del volume, il 24 novembre 2013 ha conseguito al Festival “Teatrando – Oggi il teatro lo facciamo noi”, il Diploma d’Onore per Alti Meriti Culturali.
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